Luoghi comuni contro rom e sinti: eccoli sfatati e capovolti!

Inviato da libertaria | 17 Mag, 2008

  E' un bel po che non scriviamo!:) Allora, ho ricevuto per email questo interessante studio riguardo ai Rom e i Sinti, e considerato il clima securitario e paranoico verso cui la società italiana si incammina, considerando soprattutto che ormai la gente come è piu efficiente dei poliziotti nel dar fuoco ai campi nomadi, mi sembrava davvero il momento di cominciare a ragionare e a comprendere la situazione per vedere come muoversi.

Leggetelo, forse è un po lungo, ma vi assicuro che è molto interessante, soprattuto per sfatare i pregiudizi verso i Rom, e capovolgerli! Leggetelo, poi scrivete che ne pensate, okkei?

2008 Luoghi comuni contro rom e sinti

Luoghi comuni contro rom e sinti. Parte prima: i ladri di bambini (1 di 4)

di Alberto Prunetti

[Pubblico la prima parte di questo articolo mentre i telegiornali lanciano l’ennesimo scoop su una presunta organizzazione rom dedita allo sfruttamento dei bambini. Non conosco ancora la vicenda nel merito, ma sappiamo, da altri episodi, qual è la manipolazione sensazionalistica che si cela dietro a operazioni di polizia di questo tipo. (Continua)

Napoli

Inviato da libertaria | 15 Apr, 2008

Il treno viaggiava non troppo veloce ne troppo lento.

Pieno di extracomunitari,

di viaggiatori occasionali.

Ed io, straniera per convenzione,

isolata nella mia gabbia di pensieri,

tra la polvere di negative sensazioni.

Il troppo parlare,

urla discontinue e fastidiose,

rendevano insopportabile l’attesa per l’arrivo.

Chi mi stava di fronte non capiva il disastro che portavo dentro,

le mie paure filiformi

che si aggrovigliavano a quegli angoli di gioia

di cui potevo fregiarmi.

E poi l’arrivo…

Il via vai disorganizzato tipico delle stazioni,

la processione di vite,

di storie,

di dolori.

La mia malinconia trasparente mi faceva procedere a piccoli passi

Con un incedere che sapeva di calma e di abitudine.

Incontri amici e incontri casuali,

inutili parole,

sempre le stesse da settimane,

racconti che non cambiavano mai il loro tema.

La via della casa dell’ospitalità non era tanta

Eppure,per la strada,

mi si sono impresse negli occhi milioni di fotografie

di una tristezza che appariva normale

che non sconvolgeva lo sguardo di nessuno come stava accadendo al mio.

Corpi mollemente distesi nelle aiuole sudice,

vite adagiate sui marciapiedi dell’indifferenza.

Disperarsi è essere allegri qui,

nell’oasi del disagio.

Un clochard dorme come se riposasse su un materasso comodo

Ma sotto ha una coperta di erba rada e terra,

terra dura,

inquinata dallo squallore della sporcizia.

La sua espressione serena,

la sua bocca spalancata come per incamerare tutta l’aria che sapeva di smog in un solo respiro.

Poco più avanti una tossicodipendente.

La sua figura appoggiata al botteghino chiuso,

il suo guardarci come se di noi ne avesse visti tanti,

senza chiederci un soldo ne un sorriso per il prossimo ago che perforerà le sue vene.

Il nostro camminare che non si ferma di fronte alla miseria di queste visioni

Mi disarma.

Io non posso proseguire portando nel cervello archivi di pensieri futili e leggeri

Rispetto alla complessità della vita.

Vorrei potermi fermare a discutere con ogni singola individualità lì,

al ritrovo degli alienati

ma nessuno capisce la mia necessità.

Non ci si può abituare al disagio e all’inutilità.

Ho camminato migliaia di volte lungo quella tratta

Ma adesso è tutto diverso.

Nulla è uguale a prima.

Quanti metri dovrò ancora percorrere con lo strazio nel cuore?

Quante volte sentirò ancora pronunciare la parola solidarietà e nell’istante successivo mi accorgerò che coloro che soffrono sono sempre più soli?

No, questo cammino non può finire.

Porterò queste immagini appiccicate agli occhi

Le riguarderò come anteprime perché ingrandirle mi farebbe solo più male.

L’ipocrisia ,come un corvo affamato,

si aggira ancora sul delimitato terreno di questo campo d’anime esangui.

Julie

 

Ho appena finito di vedere La Battaglia di Algeri, di Pontecorvo, e mi tremano le mani.

Inviato da libertaria | 14 Apr, 2008

Ho appena finito di vedere La Battaglia di Algeri, di Pontecorvo, e mi tremano le mani. A rivederlo, questo film, rimani senza parole, il cervello continua a girare ma la parola è bloccata, ferma, immobile. Non ci sono parole, per descrivere ciò che 130 anni di occupazione francese hanno causato agli algerini, alle algerine, ma durante tutto il film un pensiero mi occupava la mente, di fronte alle torture subite dagli algerini per mano francese pensavo alle torture di cui oggi gli algerini si rendono colpevole nei confronti dei cabili, pensavo alla Primavera Nera, pensavo agli Aarch, alle rivolte berbere, alla polizia algerina, spesso composta dai figli di quegli stessi algerini che nel '58, nel '62, venivano torturati e uccisi. Quegli algerini invocavano parole di Libertà. Come fanno oggi i Cabili. 

La Storia è davvero strana. Gli uomini altrettanto, e  non riesco a dire nè pensare altro.

 

LE PAROLE DI BUSH CONTRO IL MURO DELL’INDIFFERENZA

Inviato da libertaria | 13 Apr, 2008

L’indifferenza sta masticando ormai i brandelli di carne che coprivano le ossa.

Lo schermo televisivo ci mostra,quando fa comodo ai governanti-mafiosi,ossia a coloro che detengono soldi-potere,immagini di morte e distruzione operata dai nostri stessi fratelli ,padri, vicini in nome di un falso ideale-la Patria- o semplicemente per mangiare.

 

Queste immagini si riflettono nella pupilla vitrea dello spettatore

Nessuna lacrima

Nessun dolore.

 

 Spesso,lo schermo ci accompagna durante il pranzo o la cena

Unici momenti che lo stress lavortivo concede ai nostri muscoli ,ai nostri pensieri.

Come può una funzione di per se stessa gradevole ed essenziale all’organismo,quale è il nutrirsi ,essere compatibile con la visione di cadaveri?

 

La mente si è offuscata,il pensiero dissolto nello smog.

 

Ciò che più desidera chi ha il potere è un gregge di pecore che pascoli tra l’immondizia ,mangi l’immondizia senza respirare,senza gemire parole di dissenso.

 

Un gregge pronto ad uccidere altri greggi,che a loro volta pascolano nell’immondizia

Un mare di immondizia che chiamiamo Stati,un mare di immondizia diviso da confini,

 

E tutto questo a vantaggio di chi?

 

Ora Mr Bush può affermare liberamente di essere a  conoscenza delle torture contro i capri espriatori tanto cari al terrorismo americano

Ma le torture si nutrono della carne del torturato e della psiche del torturatore

Ed i mandanti ridono

 

I soldati muoiono

I popoli diventano cumuli di cadaveri

Ed i potenti ridono

 

I fanghi industriali massacrano il pianeta

I tumori uccidono,la natura trema

Ed i potenti ridono

 

Le loro gioia,la nostra morte

 

...

Inviato da libertaria | 6 Apr, 2008

Sono solo riflessioni…Sono solo i tumultuosi pensieri di una testa che e di una mente che non riesce a riposare…

Sotto la polvere,sotto la grandine e il groviglio dell’avvicendarsi delle cose,

il sentire si mescola al vedere.

 

 

 

                           …Ancora una volta prevale il disgusto…        

                            Il logorio autoprodotto dovuto al vedere che c’è  

  

 

                          Ancora chi vive in condizioni di miseria cerebrale.

                                                                  

                          Vivono questa condizione pensando che sia solo un            

                          Modo per espiare le proprie colpe….

                          La trasmigrazione delle stronzate in pratica…         

                          Eppure non lo capiscono….      

                          E chi accetta il “fardello” pensando unicamente

                          Che sia l’unica via possibile e che va vissuta nella

                          Rassegnazione…

                          Chiari esempi di “pietà oggettiva”…

                          Attori di trame masochiste,è uno strano avvicendarsi

                          Le scelte facili comportano solo effimeri agi…

                          Il lascivismo miete troppe vittime..Ancora una volta..

                                          Detesto le socialità di facciata…

                          Sono cosciente dell’autodeterminarmi ad ogni passo…

                                                    Step by step…

                                                        

 

 

Ancora una volta…Tutto si ripete…Parole ed illazioni…

Dov’è la Libertà tanto millantata?                                          

 

 

Julie                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      

Terre Inquinate

Inviato da libertaria | 6 Apr, 2008

Un’intima tristezza lo scuoteva. Niente di particolarmente grave, solo un altro periodo di merda. 

 


Quando ti ritrovi ancora solo, di nuovo ti crolla addosso il mondo, di nuovo stai lì a fissare le macerie e la polvere unici allibiti assordanti resti.

 

Ieri sera ascoltavo una donna, e mi ascoltavo parlandole, e riuscivo ad avvertirne il dolore, la rabbia. L’individuo, questo è quello che mi preme cercare, il malinconico universo individuale.

 

La donna mi parlava, parlava di andarsene da laggiù, di cambiare paese, parlava di terre inquinate e di altro inquinamento ancora da arrivare, di uomini corrotti e di speranze bruciate, ma tutto quello a cui riuscivo a pensare erano

alcune parole

dei Frammenti

di Eraclito

 

                                               discorde                           si accorda

                                                           stupenda armonia

                                                                da contrasti

 

Poi all’improvviso entra qualcuno, in quel rapporto, e rompe il cerchio.

 

 

                                                                                                             ...hurriyya 

Manifesto astensionista

Inviato da libertaria | 16 Mar, 2008

Questo è il manifesto astensionista che stiamo affiggendo in questi giorni tra Benevento e Napoli...

fgj

  qui è possibile scaricarlo in pdf       astenz.pdf

La storia dell'Uomo

Inviato da libertaria | 15 Mar, 2008

La storia dell'Uomo è un continuo succedersi di uomini che sopraffanno altri uomini.

Gli imperatori egizi esercitavano il loro orribile potere criminale affermando di essere diretti discendenti di Dio.

Oggi gli uomini che ci sopraffanno sono invisibili e sconosciuti, e manovrano dall'alto le marionette che siedono in Parlamento...

quelle stesse marionette che noi ci affanniamo a considerare i nostri nemici, o i nostri amici, scagliandoci contro gli oleogrammi, i burattini, e non vedendo il burattinaio.

Basterebbe seguire fili invisibili, basterebbe che l'Uomo alzasse lentamente la testa verso il cielo... 

I fanghi tossici, Ceppaloni e i brogli Mastelliani.

Inviato da libertaria | 14 Mar, 2008

 (Continua)

Al-Kahina, la leggendaria guerriera berbera che resistette all'invasione araba, di Hurriyya

Inviato da libertaria | 14 Mar, 2008
 (Continua)